Quando a scuola si dice volontariato… (prima parte)


By Rosalina - Posted on 26 Novembre 2009

scuola-smallEra il lontano (già Ahimè!!) 2002 quando altre travolgenti, ricorrenti, incalzanti riforme scolastiche si affacciavano alle porte. Di nuovo docenti allo sbando, confusi e stanchi di ritrovare nuovi suggerimenti che avevano tanto l’aria di fritto, rifritto, rimpastato e ricotto. Nonostante ciò “il VOLONTARIATO SCOLASTICO, che ha risorse da vendere a tutti”, di buona lena si è messo al lavoro, per scovare nuove energie, nuove risorse, nuovi stimoli e

nuovi convincimenti per comprendere le costanti trasformazioni a cui, inevitabilmente, la scuola era chiamata, quale motore propedeutico della crescita culturale di un paese.
Ora era il momento del Curricolo e così…

ORIGINI DELLA PAROLA CURRICOLO

Dalle Raccomandazioni per l’attuazione delle Indicazioni Nazionali per i “Piani di studio Personalizzati” nella scuola primaria. Bozza del 24 Luglio 2002, si è estratta la parola Curricoli e così si recita:

“Curricoli. La parola curriculum (sott. Studiorum) è latina. Gli inglesi se ne sono appropriati da tempo per indicare il Piano di studio proposto nelle diverse scuole, per la maturazione degli allievi. La tradizione anglosassone dell’autonomia delle scuole e la mancanza, in questa cultura, almeno fino al 1988, della nozione curriculum nazionale, ha fatto sì che, nel nostro Paese, la parola abbia cominciato a circolare, anzitutto, come un termine inglese (da qui la traduzione italianizzata in curricolo, al posto di mantenere l’originaria grafia latina); in secondo luogo, assumesse un significato antagonista alla parola Programma, e solo, infine, indicasse le scelte educative e didattiche concretamente adottate dai docenti nelle diverse realta’ scolastiche per corrispondere in maniera più pertinente alle differenze territoriali, sociali e culturali di provenienza degli allievi”.

Dopo aver consultato i materiali raccolti, esaminando le varie ipotesi del termine curricoli, si è pervenuti alla constatazione che il curricolo integra molti significati.

IL CURRICOLO PUO’ ESSERE:

- Personale
Il proprio percorso nell’ambito degli studi.
Un territorio specifico personale di conoscenza e di ricerca.
Es.: Curriculum vitae - percorso di studi e di competenze richiesto in prospettiva lavorativa
- Implicito
Il curricolo educativo delle agenzie extrascolastiche: Famiglia; Territorio: configurazione geografica, realtà produttiva (ambiente contadino, operaio,…), servizi (palestre, luoghi di aggregazione, trasporti), risorse culturali (biblioteche, musei…).
- Esplicito
Tutto ciò che riguarda la vita degli alunni a scuola: analisi dei livelli di partenza, bisogni, elaborazione della programmazione, valutazione di obiettivi e competenze.
- di Ciclo e/o di Indirizzo
Esempio:
curricolo della scuola di base, secondaria, del Liceo, costituito dalle discipline.
Un segmento particolare dell’intero corso di studi.
(es.: curricolo area umanistica)
- Disciplinare
Il cosiddetto “Programma” scolastico della medesima disciplina espresso dal testo ministeriale, ma anche, nel concreto, dai sussidiari e dai libri di testo.
- di Scuola
L’insieme organizzato ed articolato delle proposte formative e degli interventi di un Istituto, di un gruppo di classi, di una determinata classe, con l’indicazione dei tempi, metodi, contenuti d’insegnamento e, secondo alcuni, anche degli obiettivi di conoscenza, di abilità di saper essere da far conseguire.
Tale curricolo può contenere una “ Quota Nazionale” ed una “Quota Locale”.

CRITERI FONDANTI DEL CURRICOLO SCOLASTICO

  • IDEA DI CURRICOLO

Con la scuola dell’autonomia si realizza il passaggio dai programmi al curricolo. Gli “Indirizzi” chiariscono bene la differenza tra programma e curricolo: “Il curricolo è elaborato dai docenti e non centralmente dal ministero; non è unico dappertutto e per sempre.
Tre le caratteristiche fondamentali:
- è prodotto dai docenti;
- è espressione della diversità delle scuole e della realtà di appartenenza;
- è rivedibile continuamente.

  • IMPOSTAZIONE ANTROPOCENTRICA

Il principio educativo messo a fondamento del curricolo è dato dalla centralità della persona umana.
Il principio educativo della scuola è la centralità del soggetto che apprende con la sua individualità e con la rete di relazioni che lo legano alla famiglia ed ai diversi ambienti sociali, regionali ed etnici.
E’ la persona che apprende nella sua identità, con i suoi ritmi e peculiarità, a cui la scuola deve sempre guardare.

  • IDEA DI COMPETENZA

Competente è chi non soltanto sa e sa fare, ma è motivato ad apprendere ancora, a sviluppare ulteriormente la propria competenza. Una scuola orientata alle competenze non si limita a fornire informazioni o conoscenze, ma a formare abilità e sviluppare capacità
(Si possono costruire curricoli per competenze)
ABILITA’: Unità di misura, specifica e limitata, della competenza.
CAPACITA’: comportamento intellettuale o pratico che alimenta la competenza (es.: critica, di analisi, di sintesi, mnemonica, logica,…). Le capacità possono essere esercitate, programmate e sviluppate solo attraverso le competenze che le utilizza e le rende valutabili.
Tra competenze e capacità esiste uno scambio circolare che le rende necessarie l’una all’altra.

  • IDEA DI CITTADINANZA

Valore-guida della Formazione alla Cittadinanza intesa come obiettivo ultimo, sovrascopo di ogni apprendimento ed insegnamento, la formazione di personalità:
- mature,
- responsabili,
- solidali,
- informate,
- critiche,
- sensibili ai problemi della salute,
- sensibili ai problemi dell’ambiente.

  • SAPERI IRRINUNCIABILI

Un curricolo coerente pone un’ottica diversa sul problema dei contenuti, cioè dei saperi irrinunciabili (= nucleo di conoscenze che si reputa indispensabile consegnare alle nuove generazioni).
Sono state individuate le seguenti aree:
- Formazione del cittadino,
- Rapporto con la natura,
- Rapporto con il patrimonio artistico. 

Rosalina – responsabile gruppo ricerca “Curricolo Verticale”   (A.S. 2002-2003)   curricolo

Divagazioni filastroccose:
(parafrasando una nota ninna nanna al tempo degli scioperi per la nuova riforma…)

Stella stellina
La testa di velina
      La scuola traballa
      La metti nella stalla
La vuoi regalare
A chi non sa insegnare
      Cucini il docente
      Nel brodo puzzolente
Dimentichi i cervelli
Di colpo li cancelli
       Affoghi i precari
       In fondo a tutti i mari
Tagli tutti i fondi
Li mandi in altri mondi
      Soccombi ad un macio
      Che intende solo cacio
Noi ti contestiamo
Quindi scioperiamo
     Ognuno ha la sua mamma
      Riforma nella fiamma!
 

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