Papà mare racconta …


By Rosalina - Posted on 14 Giugno 2010

petrolio2Un giorno in cui il cielo era scuro e tenebroso, i pesci chiesero a papà mare:- Papà, dai, oggi è brutto tempo, raccontaci una storia!-. Allora papà mare si accomodò sulla poltrona sabbiosa del salotto, si mise accanto i piccoli e raccontò:

- Tanti anni fa, nonno oceano era “Pacifico” con tutti i suoi nipotini che giocavano fra le praterie di posidonia a nascondino con i pesci. Nonno “Pacifico” rideva a crepapelle quando le navi gli facevano il solletico attraversandolo e uccelli, foche e delfini gli saltavano addosso come tante pulci sul pelo dell’acqua. Tutto scorreva tranquillo quando, un giorno, una gigantesca “zanzara piattaforma” si fermò proprio sopra un suo fianco. Nonno “Pacifico” ebbe il sospetto che stava per accadere qualcosa ma, non fece in tempo a scrollarsi di dosso la zanzara, che questa si accanì sul suo fianco dandogli una pizzicata così forte da farlo star male. Il pungiglione della “zanzara Piattaforma” gli si era conficcato fino al fondo, dentro, nella pelle sabbiosa e non riusciva a toglierselo. Ci mise l’antizanzara al corallo, lo spray al nero di seppia, la crema alla medusa ma, niente. Il pungiglione era lì e che impiccio, che fastidio, che rabbia! Sentiva quell’intrusione che pulsava nel suo corpo e che aspirava la sua natura. Che fare? Si arrabbiò. Iniziò ad agitarsi, scuotendo i capelli ondosi per mordere la “zanzara Piattaforma” ed alla fine il perforante pungiglione si staccò. Nonno “Pacifico” ebbe una emorragia violenta, come una eruzione vulcanica. Dal foro lasciato dall’aguglione fuoriusciva la linfa nera di cui era custode. E fu così che nonno “Pacifico” si ammalò. Da allora molte altre zanzare piattaforma hanno invaso questo mondo, sono passate da nonna “Sonda”, zio “Atlantico” zia “Normandia” e fra tanti nostri parenti-. Dissero i pesci:- Ma papà, questa e una storia triste, che cosa è successo a nonno “Pacifico”, è guarito?-. Rispose papà mare:- Sì, è guarito quando gli “insetti umani” hanno scoperto che la medicina per salvarsi è volersi bene-.

Sono ormai molti giorni che la British Petrolium tenta di arginare la fuoriuscita di petrolio da un pozzo petrolifero nel Golfo del Messico, un gigantesco disatro ecologico. La scienza e forse soprattutto chi finanzia la scienza, non ha mai preso seriamente in considerazione la soluzione dei problemi che rigurdano i danni provocati dal petrolio. Davvero una ordinaria infamia. Nelle zone "calde" mondiali scoppiano altre bombe, si mobilitano eserciti, organizzazioni umanitarie, popoli, si promulgano epiteti e sentenze, si convocano consigli e summit internazionali. Non mi pare che tutto questo stia accadendo per la falla del pozzo petrolifero della B.P. Cosa lasceremo agli uomini del futuro? Perchè i grandi della terra si ostinano a vedere solo il profitto e non la solidarietà vera? Organizzarsi è sicuramente difficile, ma bisognerebbe provarci.

petrolio3Divagazioni Poetiche

ORDINARIA INFAMIA
Un’ombra scura
galleggia…
lentamente…
dondolante.
Trascina una scia...
lascia anime solitarie,
trafitte.
Chi ha osato?
Tremante
col suo incessante frusciare,
frange le sue creste piangenti
su quelle briciole dorate
ormai macchiate
di oro nero.
(Rosalina)
 

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